mercoledì 16 dicembre 2015

La ragazza con l'orecchino di perla - Tracy Chevalier (audiolibro)

Anche qui la lettrice lasciava alquanto a desiderare, ma il romanzo mi è piaciuto. 
La voce narrante di Griet, una ragazzina di sedici anni "a servizio" nella casa del pittore Vermeer, ci trasporta nella Delft del XVII secolo, nelle stanze della servitù tra biancheria in ammollo in acqua bollente e mattonelle di cucine da sgrassare, al mercato della carne e del pesce, nella modesta casa dei genitori nel quartiere protestante, nei vicoli miseri e buii, per poi salire nel luminoso atelier del pittore in cui tutto è ordine, precisione, colore e bellezza.
La narrazione è molto realistica con gran profusione di dettagli e accuratezza storica. Pare proprio di seguirla la piccola Griet, la ragazza dagli occhi grandi che nasconde i suoi capelli sotto una cuffia da domestica, la piccola Griet tutta decoro, compostezza e rigore per tenere a bada l'ardore di un cuore giovane e appassionato.
Costretta a fare la domestica a causa della perdita della vista (e del lavoro) del padre decoratore di piastrelle, si piegherà docilmente a questa necessità, ma non riuscirà a salvaguardarsi dall'attrazione verso il bello (a doppio senso).
La sua naturale inclinazione all'armonia e all'accostamento artistico dei colori sarà accentuata dal contatto diretto con il grande pittore. Ma queste non sono cose da fantesca, e chi gli sta intorno non tarderà a ricordarglielo e a rimetterla al suo posto. 
Ho trovato commovente il contrasto tra il duro lavoro della domestica e l'animo delicato della ragazza e ho apprezzato il modo in cui è stato raccontato, attraverso dettagli concreti, fatti e non quel moderno arrovellarsi della coscienza che tanto mi infastidisce in un romanzo, pur appartenendomi, o forse proprio perché mi appartiene.
 

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